Coronavirus Fase 2, l'ipotesi: per uscire non servirà l'autocertificazione
Dal 4 maggio autocertificazione solo per viaggi tra regioni. Il presidente dell'Iss, Brusaferro: "Ad aprile il 44% dei casi nelle Rsa, il 24% in famiglia. Andremo al parco ma non a far feste". Rezza: "Calcio? Decisione difficile". Roma: fase 2 sperimentata nella metro. Conte: "Italia in prima fila nella lotta al Covid-19". Virus trasportato dal particolato atmosferico
Dal 4 maggio autocertificazione solo per viaggi tra regioni. Il presidente dell'Iss, Brusaferro: "Ad aprile il 44% dei casi nelle Rsa, il 24% in famiglia. Andremo al parco ma non a far feste". Rezza: "Calcio? Decisione difficile". Roma: fase 2 sperimentata nella metro. Conte: "Italia in prima fila nella lotta al Covid-19". Virus trasportato dal particolato atmosferico
Roma, 24 aprile 2020 - Sono i giorni decisivi (qui il bollettino del 23 aprile) per capire come sarà davvero la fase 2, quella della graduale riapertura. Entro il fine settimana il governo dovrebbe deffinire tutti i dettagli. Se a Roma questa mattina è stata fatta una sorta di prova generale sui trasporti pubblici, a Codogno un primo passo verso la fine dell'emergenza da codice rosso: un reparto torna Covid free.
Intanto il premier Giuseppe Conte ha rivendicato il ruolo dell'Italia: "L'Italia è dall'inizio in prima linea in questa battaglia. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che il virus non conosce confini". Due novità di giornata: il decreto Cura Italia è legge e in Cdm è arrivato l'ok al Def.
L'Iss: "Andremo al parco, ma no feste"
Gran parte della conferenza stampa del presidente dell'Iss (Istituto superiore di sanità), Silvio Brusaferro, è stata destinata alla fase 2. Con una parola chiave, comuqune: cautela. In primo luogo Brusaferro ha fatto il quadro della pandemia in Italia. Il numero dei casi si sta "riducendo dappertutto, ma è ancora necessaria prudenza rispetto alle misure di riapertura perché la situazione è diversificata nel Paese". Per l'Iss l'epidemia al Nord è sicuramente "iniziata a gennaio o anche prima". Attualmente l'indice di contagio è in Italia è tra 0,2 e 0,7 ("Ma ci vuole poco a tornare sopra la soglia"). "La curva mostra che i sintomatici si riducono, ma ci sono ancora casi, anche questi però in riduzione. Aumenta l'utilizzo dei tamponi. Crescono gli asintomatici o coloro che hanno patologie lievi e si riducono i pazienti critici. Inoltre le età più avanzate, con più patologie, sono a maggior rischio mortalità".
Con riferimento specifico alla ripartenza graduale, Brusaferro ha sottolineato: "Bisogna riorganizzarsi, anche nella vita quotidiana. Ci si può muovere, ma rispettando rigorosamente alcune regole. Si potrà andare al parco, ma non fare feste in sintesi. Noi ci immaginiamo che il Paese progressivamente riprenda delle attività, secondo una logica di grande prudenza ma anche di inesorabilità. L'idea è: apriamo attività produttive, commerciali, una mobilità a supporto, e vediamo se riusciamo a mantenere questi numeri. Andiamo progressivamente ad articolare una nostra vita che certamente non sarà come a Natale, fino a quando non avremo terapie, ma soprattutto il vaccino". E ancora: "Se facciamo una camminata o la spesa non dobbiamo farlo in una situazione di affollamento, i mezzi pubblici si useranno riorganizzando orari e accesso ai servizi, spalmandoli nella giornata senza che ci sia un picco di concentrazione e poi si potrà anche recuperare una dimensione di attività fisica e servizi sanitari per patologie non Covid. Mi piacerebbe che le persone potessero acquisire un livello di autonomia e movimento maggiore, ma se non rispettiamo queste misure la curva rischia di ripartire" .
L'Iss ha poi condotto uno studio su circa 4.500 casi notificati tra l’1 e il 23 aprile: il 44,1% delle infezioni si è verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro. La ricerca è stata volta ad inviduare le fonti di contagio durante il lockdown.
Autocertificazione solo per viaggi tra regioni
In tema di spostamenti dal 4 maggio sarà probabilmente necessaria l'autocertificazione solo per gli spostamenti tra una Regione e l'altra e non servirà invece per uscire e muoversi all'interno dei Comuni e della stessa Regione. È questa l'ipotesi allo studio del governo in vista della fase 2. Il nuovo modulo dovrà essere utilizzato da chi viaggia da una regione e l'altra, uno spostamento che sarà consentito - almeno nella prima fase - solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute, come avviene già oggi per tutti i movimenti.

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