domenica 26 aprile 2020

Emilia Romagna, Bonaccini

Coronavirus Emilia Romagna, Bonaccini: "Ecco come sarà la fase 2"

Le proposte del governatore: "Negozi e cantieri al via, mascherine obbligatorie e aumento delle corse nel trasporto pubblico" 
Bologna, 26 aprile 2020 . "Oggi bisogna decidere, non è più tempo di aspettare". Lo dice il presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini in vista della cabina di regia fissata per le 15 di oggi con il Governo su emergenza Coronavirus e Fase 2.
Cantieri aperti già da domani e mascherine obbligatorie per tutti: queste alcune delle idee anticipate da Bonaccini per la ripartenza. "I cantieri dovrebbero riaprire già da lunedì o da martedì - spiega -, potrebbero riaprire per l'edilizia scolastica e le strade. Molte imprese, penso all'agroalimentare, non hanno mai chiuso: se vengono rispettate le norme, se ci sono garanzie di sicurezza, ci sono luoghi di lavoro più sicuri delle file ai supermercati".
Produzione di mascherine

Mascherine obbligatorie

"Le mascherine dovrebbero essere rese obbligatorie e l'Iva su queste tolta - aggiunge il presidente della Regione Emilia Romagna -, il  loro flusso è aumentato stabilmente, abbiamo avuto ulteriori forniture perché sono cominciate le produzioni, che vanno incentivate. Ma i prezzi al pubblico ". 

La riapertura

"Ci sono alcune questioni da decidere - prosegue Bonaccini - come la riapertura delle manifatture di interesse internazionale,  come automotivemodaceramica. Le apriamo il 4 o già domani? Per aprire nuove attività produttive nessuna regione può fare da sola, senza un decreto nazionale, le Regioni possono restringere. Mancano poche ore a lunedì e le decisioni vanno prese perbene per poi comunicarle bene: mai come oggi si è capito quanto sia fondamentale comunicare bene".

Trasporto pubblico e orari scaglionati

"Il Governo -dice Bonaccini - ci consegnerà linee guida sia sui dispositivi di protezione che sul distanziamento sociale e noi le rispetteremo e  applicheremo. Bisognerà però organizzarsi per aumentare le corse del trasporto pubblico, differenziare gli orari delle città. La riapertura dei negozi dovrà avvenire con scaglionamenti di orari, con un arco temporale più lungo per fare i turni e perché sui mezzi pubblici potrà salire molta meno gente di prima".

Bar e ristoranti

Secondo Bonaccini, comunque, per alcune attività "si prorogherà ancora, avranno un tempo di riapertura un pò più lungo quelle che mettono in campo il rischio di persone che si incontrano come i bar e i ristoranti".

Via la tassa sull'occupazione del suolo pubblico 

"Bravo il Comune di Bologna: bravissimi, hanno tolto la tassa sull'occupazione del suolo pubblico - dichiara Bonaccini -. Credo lo si debba fare anche per i prossimi mesi in tutti i Comuni dell' Emilia- Romagna". "Dobbiamo dare tutto quello che possiamo a livello territoriale per stare vicini agli imprenditori, che adesso hanno bisogno di fiducia per poter, quando si potrà, ripartire". 

Bagni e passeggiate, non cambia nulla

In Emilia Romagna i bagni in mare restano vietati. Lo fa sapere la Regione Emilia-Romagna dopo il chiarimento del governo in materia. “Qui non cambia nulla, per cui fino al 4 maggio - dice l'assessore al Turismo, Andrea Corsini - non è consentito fare bagni in mare, né passeggiate”. Le norme regionali, infatti, non consentono di allontanarsi dalle immediate vicinanze della propria abitazione se non per comprovati e validi motivi e non è prevista la possibilità di accedere all'arenile”.
“Naturalmente - prosegue Corsini - dal 4 maggio qualcosa cambierà, per quanto riguarda le più stringenti misure di prevenzione per ostacolare la diffusione del Covid-19, ma fino ad allora in Emilia-Romagna valgono le norme che attualmente sono in vigore”.

Il bollettino di ieri 

Continua a calare la crescita dei contagi in Emilia Romagna. I nuovi casi sono 239, che portano il totale a 24.209. Ma, sempre in un giorno, si sono registrati 44 morti in più, 18 uomini e 26 donne, per un totale di 3.347. I dati sono stati diffusi ieri dalla Regione. I nuovi decessi riguardano 9 residenti nella provincia di Piacenza, 9 in quella di Parma, 4 in quella di Reggio, 3 in quella di Modena, 11 in quella di Bologna, 3 in quella di Ferrara, 1 in provincia di Ravenna, 3 nella provincia di Forlì-Cesena, 1 nella provincia di Rimini.
Questi i casi di positività sul territorio, che si riferiscono alla provincia in cui è stata fatta la diagnosi: 3.695 a Piacenza (60 in più rispetto a ieri), 3.034 a Parma (23 in più), 4.552 a Reggio Emilia (32  in più), 3.538 a Modena (19 in più), 3.742 a Bologna (68 in più),  360 le positività registrate a Imola (1 in più di ieri), 885 a Ferrara (8 in più). In Romagna sono complessivamente 4.403 (28 in più), di cui 969 a Ravenna (6 in più), 857 a Forlì (7 in più), 643 a Cesena (8 in più), 1.934 a Rimini (7 in più).

Il consulente social di Trump

Coronavirus, il consulente social di Trump: "Serve l'Italexit, Usa d'accordo"

Parla il 70enne imprenditore italo-americano Guido George Lombardi, amico e sostenitore politico di Trump, nonché strategist di alcune sue campagne social

Il settantenne imprenditore italo-americano Guido George Lombardi, amico e sostenitore politico di Donald Trump, nonché strategist di alcune sue campagne social, torna ad affacciarsi in Europa e in Italia, in questa fase molto delicata per la politica mondiale, messa in subbuglio dall’epidemia di coronavirus, esplosa proprio mentre negli Stati Uniti si avvina la scadenza del primo mandato presidenziale di Trump.
Coronavirus, il consulente social di Trump: "Serve l'Italexit, Usa d'accordo"
Mr. Lombardi, anche negli Stati Uniti il coronavirus sta aggredendo con violenza la popolazione. Cosa sta succedendo?
La situazione negli Stati Uniti è molto variegata. Ci sono grandi città come New York dove il contagio è molto alto e le persone devono per forza restare a casa. In alcune zone della periferia, dove c’è più ignoranza e le persone non rispettano l’autorità, continuato a incontrarsi per strada e fare festa: in quelle zone il contagio e la mortalità sono maggiori.
Alcuni osservatori si chiedono perché il virus si sia diffuso maggiormente tra latini e afroamericani…
 Ciò è dovuto al fatto che questi gruppi sono più refrattari alle disposizioni del governo federale.  Nei loro quartieri, che spesso coincidono con quelli più poveri, le persone escono, si riuniscono per fare feste e non usano la mascherina e questi sono i risultati. Invece in altre zone, più distanti dalle grandi città, oppure dove le case hanno una maggiore distanza tra loro, dove la gente rispetta le indicazioni di restare a casa, di mantenere la distanza anche durante attività come la spesa e la mascherina viene indossata, il contagio è molto minore. Addirittura in alcuni Stati del centro o del nord America le infezioni sono poche centinaia e i morti una decina o due. La situazione in America è molto variegata perché l’America è un paese molto vario. Anche tra le grandi città ce ne sono alcune che seguono le indicazioni del governo e altre meno.
In Italia giungono le immagini della gente che protesta per il lockdown. La situazione è molto tesa?
Ce ne sono state un paio messe in atto da movimenti di destra, per contestare sindaci e governatori democratici per aver imposto regole esagerate di chiusura dei negozi, compresi quelli che vendono armi. Questo ha fatto arrabbiare molte persone. Addirittura in Virginia il governatore ha usato l’autorità conferitagli dall’emergenza per cercare di confiscare le armi a quanti le avevano regolarmente acquistate.
Un sopruso intollerabile per gli americani…
Il diritto a possedere armi è garantito dal secondo emendamento della Costituzione e anche il presidente ha spiegato che per sopprimerlo, anche in piena emergenza pandemica, occorrerebbe un mandato costituzionale, che richiederebbe il voto favorevole di due terzi del Senato, due terzi degli Stati e della Corte Suprema. I democratici, come al solito, cercano di usare la loro autorità per imporre la loro ideologia.
L'emergenza Coronavirus potrebbe avere effetti negativi sulla campagna elettorale di Donald Trump o gli americani stanno apprezzando i suoi provvedimenti?
La campagna di Trump va a gonfie vele. Qui i media sono nove volte su dieci di sinistra, quindi danno informazioni completamente false. Per chi come me lavora con i social media o si informa online, sa che questi canali sono più attendibili. Attualmente il consenso del presidente oscilla tra il 60 e il 70% e tra color che hanno votato Trump la scorsa elezione, siamo al 95%. Molti democratici, tra cui diversi personaggi politici di rilievo, stanno passando al partito repubblicano. E’ la conferma che Trump sta facendo un eccellente lavoro: non solo perché ha messo la salute degli americani prima di tutto, ma anche per la sua divesa a oltranza degli interessi economici statunitensi.
Veniamo all'Europa. La Germania non sembra avere intenzione di venire in soccorso dell'Italia...
La Germania… I tedeschi conservano la brutta abitudine di credersi superiori agli altri e ancora oggi conservano l’ambizione di dominare tutta l’Europa. Il loro senso di superiorità li spinge a considerarsi più bravi degli altri. Non è così e la loro presunzione li induce a commettere fatali errori, soprattutto in ambito sociale e geopolitico.
 Secondo lei l'unione europea è giunta al capolinea?
Mi sembra evidente. Dopo l’uscita della Gran Bretagna toccherà probabilmente all’Italia e a qualche altro Stato dell’est Europa. Il detonatore potrebbe essere proprio questa maledetta epidemia.
Come vedrebbe Washington un’eventuale uscita dell'Italia dall'euro?
È una domanda complicata perché gli Stati Uniti non sono una dittatura e si confrontano visioni molto differenti tra loro. Trump, secondo me, vedrebbe molto favorevolmente l’uscita dell’Italia dall’Unione. Anche i repubblicani più avanzati condividono questa posizione, ma non tutti i repubblicani sono della stessa opinione. Alcuni, pur essendo conservatori, sono ancora molto legati al vecchio status quo. Il Partito Democratico, che invece è molto legato a Soros, alla Merkel, alla Cina e ai comunisti, è totalmente contrario a questa ipotesi. Washington non è monolitica. Come l’America vedrebbe l’uscita dell’Italia non è una risposta facile da dare.
Tanti partiti a Roma strizzano l'occhio all'ipotesi Italexit, ma l'unico partito che persegue davvero questa opzione è Vox Italia. Cosa ne pensa?
Qualsiasi partito che favorisca l’Italexit gode della mia personale simpatia ed è di fatto in linea con l’orizzonte politico dell’amministrazione Trump. Il sovranismo attuale non è nazionalista nel vecchio senso del termine.
Come si potrebbe raggiungere questo risultato?
L’unico modo è che tutti i partiti italiani favorevoli a questa opzione, compresi Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Vox eccetera riescano a trovare una quadra e portare a casa quel terzo di elettori del M5S che prima votavano Lega o Forza Italia. Pertanto il mio suggerimento è di evitare di condurre una guerra senza quartiere contro i Cinque Stelle, ma concentrarsi contro quella parte dei loro esponenti che, provenendo dalla sinistra, soprattutto in questa fase stanno tradendo il mandato elettorale ricevuto.

sabato 25 aprile 2020

Cirio: "Percorso Piemonte corretto, ma settimana cruciale"

"Guardiamo con speranza alla data del 4 maggio, che dovrà' essere confermata perché le regole e i tempi li dettano l'emergenza sanitaria. Ecco perché questa settimana sarà cruciale per il Piemonte". Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, fa il punto in video conferenza sulla ripresa della regione. "Il valore assoluto dei nuovi contagi ogni giorno è ancora importante, ma registriamo un calo di chi inizia ad ammalarsi e una costante riduzione dei ricoverati in terapia intensiva, passati dai 450 di quindici giorni fa agli attuali 250. Questo significa che il percorso che stiamo compiendo è corretto".
Il Piemonte? E' la regione più bella del mondo, almeno per il 2019 ...

Salvini: "Basta autocertificazioni, ora ripartire"

"Basta autocertificazioni, stop burocrazia: grazie al senso civico degli italiani, in vista della Fase 2 il primo passo sarà lasciare che le forze dell'ordine possano tornare a fare il loro lavoro di contrasto alla delinquenza e i cittadini siano sgravati da inutili incombenze". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini. "Dall'11 marzo al 23 aprile sono state controllate 9.700.022 persone, con solo il 3,6% di cittadini sanzionati: gli italiani si sono dimostrati un popolo disciplinato e rispettoso. L'Italia deve ripartire all'insegna della fiducia e del buonsenso, azzerando burocrazia, ostacoli e vincoli che rallentano la ricostruzione", conclude.

Non nominare 'Salvini fascista' invano - Il Fatto Quotidiano

Fase 2: al vaglio del governo

Coronavirus, Fase 2: al vaglio del governo il "lockdown di ritorno"  L'Oms: nessuna prova che l'infezione dia immunità

Le Regioni dovrebbero accettare un automatismo sulle misure di reinserimento delle misure di contenimento. Salvini: "Il governo ascolti il nostro piano o basta concordia"

Oltre alle modalità della Fase 2, il governo sta pensando a quale meccanismo "d'emergenza" introdurre se, dopo il primo allentamento del lockdown, in alcune aree del Paese tornassero a salire i contagi. Si ipotizza appunto un "lockdown di ritorno", con l'ipotesi di inserire un automatismo che vincoli le Regioni o procedere di caso in caso. Sul piano della lotta sanitaria alla pandemia l'Oms avverte: nessuna prova che l'infezione dia immunità.

Fase 2, possibili 4 date

Coronavirus fase 2, possibili 4 date: spostamenti tra regioni solo dal 18/5

CORONAVIRUS FASE 2, Il governo ha programmato 4 date per riaprire: si comincia dagli agricoltori, ultimi bar e ristoranti

Coronavirus fase 2, possibili 4 date: spostamenti tra regioni solo dal 18/5

CORONAVIRUS FASE 2, Il governo ha programmato 4 date per riaprire: si comincia dagli agricoltori, ultimi bar e ristoranti

Coronavirus,fase 2: sì a uscite fuori dalla propria Regione solo dal 18 maggio

L'emergenza Coronavirus continua in tutta Italia, ma ormai il governo ha preso la decisione, si va verso la riapertura. La fase 2 comincerà già dal prossimo lunedì, ma solo per alcune categorie, tipo gli agricoltori e i cantieri navali. Seguirà una più massiccia ripartenza per quasi tutti a partire dal 4 maggio. Dovranno, invece attendere il lunedì successivo categorie come negozi di abbigliamento e calzature. Solo il 18 maggio tireranno su le saracinesche bar, ristoranti e parrucchieri. Alla fine il governo - si legge sul Corriere della Sera - ha fissato il calendario per le aperture di aziende e negozi, dal 4 maggio a fine mese, Tutto dipenderà comunque dalla curva di contagi. Se l’indice R0 dovesse ricominciare a salire il programma potrebbe subire un rallentamento. Per ora a Palazzo Chigi arrivano pressioni fortissime dalle categorie produttive. Tutte le associazioni nazionali che rappresentano la filiera delle costruzioni, oltre 600 mila aziende e 2 milioni di occupati, dicono di essere «pronte a ripartire». Lo stesso pressing arriva dalle imprese che producono materiali da costruzione, arredamento e finitura.
Il 27 aprile se i sindacati non fermeranno tutto, ripartiranno le fabbriche di macchine industriali per l’agricoltura e la silvicoltura. Un passo piccolo, ma importante: il primo segnale concreto. Dal 4 maggio salvo cambi di rotta il via libera per tutti i cantieri, insieme alle industrie del tessile e della moda. Lo stesso giorno, come annunciato dal direttore dei Monopoli Marcello Minenna, ripartono anche Lotto e Superenalotto. Ci sarà l’allentamento dei divieti di spostamento, mantenendo comunque l’autocertificazione, e si potrà andare fuori dal Comune di residenza non solo per motivi di lavoro. Si potrà fare sport all’aperto anche lontano da casa e ci si potrà allenare, da soli oppure a due metri di distanza dagli altri.
Se tutto andrà come previsto, tra due settimane toccherà alla vendita al dettaglio. Abbigliamento, calzature e tutti i negozi che finora sono rimasti chiusi potranno tornare in attività, sia pur con le restrizioni dovute al distanziamento e ai dispositivi di protezione. Rimarranno invece chiusi i centri commerciali e i mercati rionali che non vendono alimenti. Secondo il Comitato tecnico-scientifico troppo alto è il rischio che la libera circolazione delle persone faccia risalire il numero dei malati.
Nelle intenzioni del governo il 18 maggio  è il giorno in cui si potrà andare dal parrucchiere ma anche nei bar e nei ristoranti. Un metro dal bancone, due metri tra un tavolo e l’altro, mascherine e guanti per i camerieri: sono queste le regole. E se i governatori accetteranno, dunque i dati saranno ancora incoraggianti, sarà anche possibile andare da una Regione all’altra.
Coronavirus fase 2, possibili 4 date: spostamenti tra regioni solo dal 18/5

venerdì 24 aprile 2020

È ufficiale

È ufficiale, il coronavirus è trasportato dal particolato atmosferico

Possibile “indicatore” precoce di future recidive dell’epidemia da Covid-19. Studio effettuato da Sima,  ricercatori dell'Università di Bari, Bologna e Trieste, e dell’ateneo di Napoli “Federico II”

A poco più di un mese dalla pubblicazione di un Position Paper sulla "Valutazione della potenziale relazione tra l'inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione dell'epidemia da Covid-19", la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) annuncia che il coronavirus SARS-Cov-2 è stato ritrovato sul particolato (PM). "Questa prima prova apre la possibilità di testare la presenza del virus sul particolato atmosferico delle nostre città nei prossimi mesi come indicatore per rilevare precocemente la ricomparsa del coronavirus e adottare adeguate misure preventive prima dell'inizio di una nuova epidemia", anticipa il professor Alessandro Miani, presidente della Sima.
“Questa prima parte della ricerca mirava espressamente a cercare la presenza dell'RNA del SARS-CoV-2 sul particolato atmosferico. Le prime evidenze relative alla presenza del coronavirus sul particolato provengono da analisi eseguite su 34 campioni di PM10 in aria ambiente di siti industriali della provincia di Bergamo, raccolti con due diversi campionatori d'aria per un periodo continuativo di 3 settimane, dal 21 febbraio al 13 marzo”, spiega Leonardo Setti, coordinatore del gruppo di ricerca scientifica insieme a Gianluigi De Gennaro e a Miani.
"I campioni sono stati analizzati dall’Università di Trieste in collaborazione con i laboratori dell’azienda ospedaliera Giuliano Isontina, che hanno verificato la presenza del virus in almeno 8 delle 22 giornate prese in esame. I risultati positivi sono stati confermati su 12 diversi campioni per tutti e tre i marcatori molecolari, vale a dire il gene E, il gene N ed il gene RdRP, quest'ultimo altamente specifico per la presenza dell'RNA virale SARS-CoV-2. Possiamo confermare di aver ragionevolmente dimostrato la presenza di RNA virale del SARS-CoV-2 sul particolato atmosferico rilevando la presenza di geni altamente specifici, utilizzati come marcatori molecolari del virus, in due analisi genetiche parallele”4, precisa Setti.
Secondo De Gennaro, “questa è la prima prova che l'RNA del SARS-CoV-2 può essere presente sul particolato in aria ambiente, suggerendo così che, in condizioni di stabilità atmosferica e alte concentrazioni di PM, le micro-goccioline infettate contenenti il coronavirus SARS-CoV-2 possano stabilizzarsi sulle particelle per creare dei cluster col particolato, aumentando la persistenza del virus nell'atmosfera come già ipotizzato sulla base di recenti ricerche internazionali. L’individuazione del virus sulle polveri potrebbe essere anche un buon marker per verificarne la diffusione negli ambienti indoor come ospedali, uffici e locali aperti al pubblico. Le ricerche hanno ormai chiarito che le goccioline di saliva potenzialmente infette possono raggiungere distanze anche di 7 o 10 metri, imponendoci quindi di utilizzare per precauzione le mascherine facciali in tutti gli ambienti”.
“La prova che l'RNA del SARS-CoV-2 può essere presente sul particolato in aria ambiente non attesta ancora con certezza definitiva che vi sia una terza via di contagio”, prosegue De Gennaro. “Tuttavia, occorre che si tenga conto nella cosiddetta Fase 2 della necessità di mantenere basse le emissioni di particolato per non rischiare di favorire la potenziale diffusione del virus”.
A tal proposito, l’epidemiologo Prisco Piscitelli spiega: “Ad oggi le osservazioni epidemiologiche disponibili per Italia, Cina e Stati Uniti mostrano come la progressione dell'epidemia Covid-19 sia più grave in quelle aree caratterizzate da livelli più elevati di particolato. Esposizioni croniche ad elevate concentrazioni di particolato atmosferico, come quelle che si registrano oramai da decenni nella Pianura Padana, hanno di per sé conseguenze negative sulla salute umana, ben rilevate e quantificate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, rappresentando anche un fattore predisponente a una maggiore suscettibilità degli anziani fragili alle infezioni virali e alle complicanze cardio-polmonari. È arrivato il momento di affrontare il problema”.
Conclude Alessandro Miani: “Siamo in stretto contatto con l'Organizzazione Mondiale della Sanità e con la Commissione Europea per condividere i risultati delle nostre analisi. Sono in corso ulteriori studi di conferma di queste prime prove sulla possibilità di considerare il PM come ‘carrier’ di nuclei contenenti goccioline virali, ricerche che dovranno spingersi fino a valutare la vitalità e soprattutto la virulenza del SARS-CoV-2 adesso al particolato. Intanto, la presenza del virus sulle polveri atmosferiche è una preziosa informazione in vista dell’imminente riapertura delle attività sociali, che conferma l’importanza di un utilizzo generalizzato delle mascherine da parte di tutta la popolazione. Se tutti indossiamo le mascherine, la distanza inter-personale di 2 metri è da considerarsi ragionevolmente protettiva permettendo così alle persone di riprendere una vita sociale”.
inquinamento particolato coronavirus sima

Fase 2, l'ipotesi: per uscire

Coronavirus Fase 2, l'ipotesi: per uscire non servirà l'autocertificazione

Dal 4 maggio autocertificazione solo per viaggi tra regioni. Il presidente dell'Iss, Brusaferro: "Ad aprile il 44% dei casi nelle Rsa, il 24% in famiglia. Andremo al parco ma non a far feste". Rezza: "Calcio? Decisione difficile". Roma: fase 2 sperimentata nella metro. Conte: "Italia in prima fila nella lotta al Covid-19". Virus trasportato dal particolato atmosferico

Dal 4 maggio autocertificazione solo per viaggi tra regioni. Il presidente dell'Iss, Brusaferro: "Ad aprile il 44% dei casi nelle Rsa, il 24% in famiglia. Andremo al parco ma non a far feste". Rezza: "Calcio? Decisione difficile". Roma: fase 2 sperimentata nella metro. Conte: "Italia in prima fila nella lotta al Covid-19". Virus trasportato dal particolato atmosferico

Roma, 24 aprile 2020 - Sono i giorni decisivi (qui il bollettino del 23 aprile) per capire come sarà davvero la fase 2, quella della graduale riapertura. Entro il fine settimana il governo dovrebbe deffinire tutti i dettagli. Se a Roma questa mattina è stata fatta una sorta di prova generale sui trasporti pubblici, a Codogno un primo passo verso la fine dell'emergenza da codice rosso: un reparto torna Covid free.
Intanto il premier Giuseppe Conte ha rivendicato il ruolo dell'Italia: "L'Italia è dall'inizio in prima linea in questa battaglia. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che il virus non conosce confini". Due novità di giornata: il decreto Cura Italia è legge e in Cdm è arrivato l'ok al Def.

L'Iss: "Andremo al parco, ma no feste"

Gran parte della conferenza stampa del presidente dell'Iss (Istituto superiore di sanità), Silvio Brusaferro, è stata destinata alla fase 2. Con una parola chiave, comuqune: cautela. In primo luogo Brusaferro ha fatto il quadro della pandemia in Italia. Il numero dei casi si sta "riducendo dappertutto, ma è ancora necessaria prudenza rispetto alle misure di riapertura perché la situazione è diversificata nel Paese".  Per l'Iss l'epidemia al Nord è sicuramente "iniziata a gennaio o anche prima". Attualmente l'indice di contagio è in Italia è tra 0,2 e 0,7 ("Ma ci vuole poco a tornare sopra la soglia"). "La curva mostra che i sintomatici si riducono, ma ci sono ancora casi, anche questi però in riduzione. Aumenta l'utilizzo dei tamponi. Crescono gli asintomatici o coloro che hanno patologie lievi e si riducono i pazienti critici. Inoltre le età più avanzate, con più patologie, sono a maggior rischio mortalità".
Con riferimento specifico alla ripartenza graduale, Brusaferro ha sottolineato: "Bisogna riorganizzarsi, anche nella vita quotidiana. Ci si può muovere, ma rispettando rigorosamente alcune regole. Si potrà andare al parco, ma non fare feste in sintesi. Noi ci immaginiamo che il Paese progressivamente riprenda delle attività, secondo una logica di grande prudenza ma anche di inesorabilità. L'idea è: apriamo attività produttive, commerciali, una mobilità a supporto, e vediamo se riusciamo a mantenere questi numeri. Andiamo progressivamente ad articolare una nostra vita che certamente non sarà come a Natale, fino a quando non avremo terapie, ma soprattutto il vaccino". E ancora: "Se facciamo una camminata o la spesa non dobbiamo farlo in una situazione di affollamento, i mezzi pubblici si useranno riorganizzando orari e accesso ai servizi, spalmandoli nella giornata senza che ci sia un picco di concentrazione e poi si potrà anche recuperare una dimensione di attività fisica e servizi sanitari per patologie non Covid. Mi piacerebbe che le persone potessero acquisire un livello di autonomia e movimento maggiore, ma se non rispettiamo queste misure la curva rischia di ripartire" .
L'Iss ha poi condotto uno studio su circa 4.500 casi notificati tra l’1 e il 23 aprile: il 44,1% delle infezioni si è verificato in una Rsa, il 24,7% in ambito familiare, il 10,8% in ospedale o ambulatorio e il 4,2% sul luogo di lavoro. La ricerca è stata volta ad inviduare le fonti di contagio durante il lockdown.

Autocertificazione solo per viaggi tra regioni

In tema di spostamenti dal 4 maggio sarà probabilmente necessaria l'autocertificazione solo per gli spostamenti tra una Regione e l'altra e non servirà invece per uscire e muoversi all'interno dei Comuni e della stessa Regione. È questa l'ipotesi allo studio del governo in vista della fase 2. Il nuovo modulo dovrà essere utilizzato da chi viaggia da una regione e l'altra, uno spostamento che sarà consentito - almeno nella prima fase - solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute, come avviene già oggi per tutti i movimenti.
Fase 2: possibile anche la riapertura dei parchi (Ansa)

Calcio

Dell'eventuale ripresa del calcio ha parlato invece Gianni Rezza, sempre dell'Iss. "Credo sia una decisione difficile da prendere - ha detto -, ma per questo sport non ci sono condizioni di rischio 'zero' e in questo caso c'è anche un contatto fisico. Il rischio non è zero".

Speranza: "Serve cautela"

Il pressing sul governo per la riapertura è sempre più forte. Il ministro della Salute Roberto Speranza invita alla massima cautela: "La curva si è piegata, possiamo guardare con fiducia al futuro, ma con cautela. Ci sono le condizioni per programmare il domani ma con i piedi ben piantati nell'oggi".

Codogno, reparto Covid free

L'ospedale di Codogno (Lodi), dove circa due mesi fa è stato accertato il primo caso di Coronavirus in Italia, riconverte in Covid-free il reparto di ortopedia, una dozzina di letti, che nell'emergenza, come quasi tutto il presidio sanitario, è stato trasformato per accogliere i malati positivi al virus. «Questo è un passo sostanziale verso la normalità che però è ancora lontana", spiega il sindaco  Francesco Passerini.

A Roma sperientazione sulla metro

È iniziata alle 7 ed è finita alle 10 la prima sperimentazione sulla nuova modalità di mobilità sulla metro a di Roma, test preliminare per la Fase 2. La sperimentazione ha riguardato la fermata San Giovanni delle linee A e C della metro.

​Dispositivi di protezione: spesi 356 milioni

52 contratti con 30 fornitori - 21 italiani e 9 esteri - per un importo complessivo di oltre 356 milioni. È quanto ha speso finora la Protezione Civile per l’approvvigionamento di mascherine, ventilatori polmonari e altri dispositivi di protezione individuale.

Particolato atmosferico

È certa la presenza del coronavirus nel particolato atmosferico e si "apre la possibilità di avere un indicatore per rilevare precocemente la ricomparsa del coronavirus e adottare adeguate misure preventive prima dell'inizio di una nuova epidemia", ma una nuova via di contagio è tutta da dimostrare. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) con le università di Trieste, Bari, Bologna e l'Ateneo di Napoli "Federico II".

Operatori sanitari

Aumentano i contagi fra medici, infermieri e altri operatori sanitari. Secondo gli ultimi dati diffusi oggi dall’Istituto superiore di sanità sono 19.628 i casi confermati di in operatori sanitari, con un’età dai 18 ai 79 anni.

mercoledì 22 aprile 2020

Coronavirus, ottenuti due farmaci su misura

Science, attaccano l’enzima motore del virus

Ottenuti due farmaci specifici, progettati e sintetizzati per combattere il nuovo coronavirus SarsCoV2 attaccando l’enzima proteasi, che il virus utilizza per moltiplicarsi. Pubblicato sulla rivista Science, il risultato è stato ottenuto dal gruppo di Wenhao Dai, dell’Accademia Cinese delle Scienze.
Diventano così tre le molecole sintetizzate per colpire il nuovo coronavirus nei suoi punti cruciali. La prima era stata ottenuta nel marzo scorso in Olanda e ha come bersaglio la proteina Spike, l'arpione con cui il virus aggredisce le cellule per invaderle. Tutte e tre le molecole sono candidate a diventare farmaci, ma prima dovranno affrontare l'iter della sperimentazione clinica. Ci vorrà quindi del tempo prima che siano disponibili.

Ottenere questi farmaci è stato possibile grazie alla ricostruzione della struttura molecolare del virus e delle sue componenti: avere visto in dettaglio come sono fatti l'enzima che lo fa moltiplicare e la proteina Spike ha permesso di progettare molecole capaci di bloccare entrambi, disattivandoli.

Gli inibitori della proteasi ottenuti dall'Accademia Cinese delle Scienze si chiamano 11a e 11b. Osservati in laboratorio, in azione in una coltura cellulare, "hanno fortemente inibito la proteasi del SarsCoV2". Sperimentato nei topi, l'inibitore della proteasi 11a ha mostrato di avere una bassa tossicità meglio. Per questa molecola la sperimentazione prosegue ora a livello preclinico per ottenere i risultati sulla tossicità: se questi indicheranno che la molecola è sicura, allora si potrà passare alla sperimentazione sull'uomo. 
Particelle di coronavirus viste al microscopio elettronico (fonte: NIAID, Flickr) © Ansa

Amedeo di Savoia un farmaco contro il virus

Coronavirus, all’Amedeo di Savoia un farmaco contro il virus

Parte la sperimentazione. Lo studio durerà 28 giorni e interesserà 40 pazienti. Sviluppato per Ebola sembra efficace anche verso il Covid 
Coronavirus, all’Amedeo di Savoia un farmaco contro il virus
TORINO. Una terapia per trattare i casi di grave polmonite innescata dal Covid-19: in attesa del vaccino, se e quando verrà trovato.
E’ la sfida che si gioca all’Amedeo di Savoia, primo ospedale in Piemonte ad isolare il virus ed ora coinvolto in una sperimentazione che coinvolge diversi centri in Italia e nel mondo: uno studio multicentrico di fase 3 per la sperimentazione di Remdesevir su pazienti positivi. Si tratta di un farmaco antivirale, sviluppato da Gilead Sciences, che dopo avere dato buona prova nel trattamento di Ebola ha dimostrato di essere efficace contro una serie di altri virus. E ora, pare, anche, verso il Covid-19.
Da questa premessa è partita la sperimentazione che interessa anche l’ospedale torinese, specializzato nella cura delle malattie infettive, sotto la supervisione del professor Giovanni Di Perri. Fa fede la delibera con cui l’Asl Città di Torino, da cui dipende l’Amedeo, autorizza lo studio: «Obiettivo primario è quello di valutare l’efficacia di due diversi regimi posologici di Remdesevir rispetto allo standard di cura, quello secondario di valutare la sicurezza e la tollerabilità del farmaco. La sperimentazione, già avviata, durerà 28 giorni. Sei i pazienti “arruolati” presso la Clinica universitaria di Malattie infettive, con la previsione di arrivare a 40: malati che il virus ha colpito in forma acuta. Il tutto previo consenso informato degli interessati. Lo studio non comporterà alcuna spesa per l’Asl, anzi: la società Gilead corrisponderà un compenso economico di 7.506 euro per ogni paziente valutabile, gli utili saranno destinati all’acquisto di apparecchiature per le attività di ricerca, sperimentazione clinica e formazione professionale promosse nel settore della ricerca e della bioetica.
«Non ci tiriamo indietro se si tratta di esplorare una strada nel trattamento del Covid», spiega Carlo Picco, commissario dell’Asl. «La fase 2 è stata sperimentata in Cina, su una decina di malati e con diversi dosaggi - spiega Di Perri . La Fase 3 viene fatta in Europa e in Italia con dosaggio del farmaco certificato. I risultati? Quelli in vitro sono promettenti, ma è ancora presto per trarre conclusioni. Concetto ribadito nelle scorse settimane dalla medesima azienda - che a seguito degli entusiasmi suscitati dai risultati del trattamento con il Remdesivir su 125 pazienti di un ospedale di Chicago, di cui 113 gravi - ha invitato ad attendere ulteriori dati da altri studi in corso. Intanto le azioni di Gilead sono già volate in Borsa.
Come spiega Di Perri, il farmaco inibisce la replicazione del genoma dei virus Rna, famiglia alla quale appartiene anche il Covid-19: un approccio logico sulla base di un prodotto che ha suscitato l’interesse dellOms, dell’Agenzia Europea per i Medicinali e dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). E’ stata Aifa ad autorizzare il programma di uso compassionevole del medicinale nei soggetti con polmonite dal Covid attraverso umna sperimentazione attiva in una decina di studi clinici italiani. La sperimentazione in corso all’Amedeo è un anello di questa catena. 
Coronavirus, all’Amedeo di Savoia un farmaco contro il virus

Tracce di Coronavirus nelle fogne italiane

Tracce di Coronavirus nelle fogne italiane, l’ISS: “Indica presenza di un focolaio epidemico”


Stando ai risultati di una ricerca condotta a Roma e Milano negli ultimi mesi dall’Istituto Superiore di Sanità, il materiale genetico del virus Sars-Cov-2, responsabile dell’infezione da Covid-19, può essere trovato nelle acque di scarico ed è una spia della presenza di un focolaio epidemico. Brusaferro: “Ciò potrebbe essere d’aiuto nel controllo della pandemia”.

"Il materiale genetico del virus Sars-Cov-2 può essere trovato nelle acque di scarico, permettendo quindi di usare questo tipo di campionamenti come ‘spia’ della presenza di un focolaio epidemico". È quanto è emerso da uno studio condotto a Roma e Milano dal gruppo guidato da Giuseppina La Rosa del Reparto di Qualità dell’Acqua e Salute Del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, che sarà pubblicato a breve ma di cui è stata resa nota la notizia proprio sul sito dell'ISS. Si tratta di una scoperta molto importante che, come sottolinea il presidente Silvio Brusaferro, "potrebbe essere d’aiuto nel controllo della pandemia. I nostri risultati si associano a quelli di altri gruppi di ricerca che, in Olanda, Massachusetts, Australia e Francia, hanno ad oggi rinvenuto tracce del virus negli scarichi".


A spiegare, in sintesi, il contenuto della ricerca, condotta tra Roma e Milano, quest'ultima tra le città con il più alto numero di contagi di Covid-19, è stata proprio la dottoressa La Rosa: "Abbiamo selezionato e analizzato per la ricerca del virus un gruppo di 8 campioni di acque di scarico raccolti dal 3 al 28 febbraio a Milano e dal 31 marzo al 2 aprile a Roma. In 2 campioni raccolti nella rete fognaria della zona Occidentale e Centro-orientale di Milano è stata confermata la presenza di RNA del nuovo Coronavirus. Nel caso di Roma, lo stesso risultato positivo è stato riscontrato in tutti i campioni prelevati nell’area orientale della città. Stiamo ora estendendo la ricerca ad altri campioni di acque di scarico provenienti da una rete di raccolta in diverse regioni, costruita negli anni nell’ambito di un progetto finanziato dal Centro Nazionale di prevenzione e Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero della Salute". Ma niente panico.

"Il ritrovamento – ha sottolineato Luca Lucentini, direttore del Reparto di Qualità dell’Acqua e Salute dell’ISS – non ha nessun rischio. Il risultato rafforza le prospettive di usare il controllo delle acque in fognatura dei centri urbani come strumento non invasivo per rilevare precocemente la presenza di infezioni nella popolazione". Anzi, questo risultato potrebbe essere usato nel corso della fase 2, che dovrebbe cominciare il prossimo 4 maggio con la fine del lockdown. Come? "La sorveglianza – ha aggiunto Lucentini – potrà essere utilizzata per monitorare in modo indiretto la circolazione del virus ed evidenziare precocemente una sua eventuale ricomparsa, consentendo quindi di riconoscere e circoscrivere più rapidamente eventuali nuovi focolai epidemici. Una strategia che viene già usata per altri virus, come quello della polio. Aver trovato RNA virale, che quindi non necessariamente rappresenta un virus infettivo, nelle acque di scarico è un risultato che non sorprende e non implica alcun rischio per la salute umana. Come evidenziato in un recente documento pubblicato dall’Istituto, il ciclo idrico integrato, cioè il processo che comprende potabilizzazione delle acque e sistemi di fognatura e depurazione, è certamente sicuro e controllato rispetto alla diffusione del virus responsabile di COVID-19, come anche di altri patogeni".

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