giovedì 16 aprile 2020

CORONAVIRUS: FASE 2, l'ITALIA riapre! Ecco le CONDIZIONI dettate dall'UNIONE EUROPEA e le scelte del GOVERNO CONTE
Più che lockdown per l'Italia è ormai countdown, quello che ci separa dalla tanto attesa FASE 2 (in particolare il secondo step). E' questo il tema cardine dell'emergenza CORONAVIRUS, insieme a quello legato ai numeri, al numero di contagi, guariti e decessi, che ogni giorno ascoltiamo con attenzione per comprendere a che punto siamo.
La FASE 2, quella che dovrebbe iniziare dal 4 Maggio, potrebbe segnare la ripartenza del "motore Italia" caratterizzato dalla ri-accensione delle macchine industriali, dall'apertura delle saracinesche e da un ritorno alla normalità, o quasi.
Sulla partenza della FASE 2 alcune regole fondamentali vengono dettate dall'Unione Europea. Quali? Test di massa, riserve di posti in terapia intensiva e un calo consolidato dei contagi. Solo con queste premesse si potrà procedere a una rimozione "graduale" delle misure di contenimento attualmente in essere, lasciando un tempo sufficiente tra uno step e l’altro, affinché gli effetti dell’alleggerimento "possano essere misurati nel corso del tempo". Ci viene chiesto un approccio coordinato tra gli Stati membri, ma anche l’utilizzo di APP per il contact tracing che dovranno seguire delle linee guide ben definite, con due capisaldi: volontarietà dati anonimi.
Si tratterà sicuramente di un percorso molto lungo, comesottolineato nella Joint European Roadmap towards lifting Covid-19 containment measures presentata a Bruxelles dai presidenti della Commissione EuropaUrsula von der Leyen, e del Consiglio EuropeoCharles Michel.


Chiara dunque la posizione dell'Europa. E l'Italia? Che scelte farà? Il Premier Giuseppe Conte ha chiesto al comitato tecnico-scientifico quali potrebbero essere le misure più efficaci ed innovative per uscire gradualmente dal lockdown, a maggio. Ci sono già serie proposte e regole che dovrebbero far parte della nostra "nuova vita" nella fase di ripartenza e di convivenza con l'epidemia.Uffici e negozi dovranno essere puliti due volte al giorno. Prima dell’apertura e in una pausa quotidiana si dovrà provvedere al lavaggio degli ambienti e alla sanificazione. Gli erogatori del disinfettante per le mani dovranno essere sistemati all’ingresso dei locali. Per gli uffici si dovrà provvedere anche a sistemare gli erogatori accanto a tastiere e schermi touch. Chi lavora a contatto con il pubblico dovrà indossare guanti e mascherine. Gli stessi dispositivi sono raccomandati negli uffici e obbligatori quando non è possibile garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro. Gli orari saranno più lunghi con ingressi scaglionati per negozi e uffici aperti al pubblico. La misura di riferimento per i locali è 40 metri quadri: in questo caso potrà accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori; nel caso invece di locali più piccoli dovrà essere garantito il rapporto di un lavoratore e un cliente, mantenendo la distanza di almeno un metro.
Parrucchieri e centri estetici, così come bar e i ristoranti, sono in fondo alla lista delle riaperture (forse il 30 maggio) perché ritenuti troppo a rischio contagio per la difficoltà di mantenere le distanze. I ristoranti dovranno sempre garantire almeno un metro tra lavoratore e cliente al bancone, mentre nelle sale la distanza tra i tavoli dovrà essere di almeno due metri per garantire il passaggio in sicurezza dei camerieri.
Per i trasporti ci sarà uno scaglionamento agli ingressi delle stazioni per evitare qualsiasi tipo di assembramento, così come alle biglietterie. Negli autobus, per esempio, verranno occupati posti ad alternanza e mai vicini.
Prepariamoci dunque ad una nuova vita, fatta di attenzioni e regole. Se vogliamo tornare a "vivere" questo è il minimo, in attesa che il modo della scienza trovi il rimedio vaccinale alla pandemia.

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