sabato 18 aprile 2020

Polizia multa genitori

Coronavirus, polizia multa genitori che portano dal medico la figlia con la leucemia. Poi le scuse

La denuncia del padre aveva fatto il giro dei social, oggi il Viminale ha comunicato alla famiglia che la contravvenzione sarà cancellata
GROSSETO. Capita, a volte, che il buon senso sconfigga l’ottusità della burocrazia. È stata infatti cancellata la multa da 530 euro che era stata fatta dalla polizia stradale di Livorno - in chiave di contrasto alla violazione delle prescrizioni anticoronavirus - al conducente di una vettura su cui viaggiavano la moglie, un figlio e, in particolare, la figlia con la leucemia, che recentemente era stata sottoposta a un trapianto di midollo e che era stata portata ad una visita di controllo. Una visita alla quale doveva necessariamente sottoporsi.

A darne notizia è l'ufficio stampa del ministero dell'Interno, ricostruendo la vicenda, che da ieri aveva iniziato a rimbalzare sui sociale proprio grazie al racconto-denuncia dell’uomo. La polizia che li ferma mentre vanno da Grosseto all’ospedale di Pisa, le spiegazioni date dall’uomo: «Mia figlia è abituata ad andare in ospedale con la madre, che però ha da poco la patente e non si sente tranquilla a guidare in un viaggio così lungo». Giustificazione ritenuta inutile degli agenti e multa al guidatore da 530 euro: «Io sono in cassa integrazione e questo mese ho preso 590 euro» aveva aggiunto, per poi ragionare: «Ma se noi viviamo insieme, che rischio corriamo ad essere nella stessa macchina?». A bordo con loro c’era anche un altro bimbo, sempre figlio della coppia.

Secondo i poliziotti non c’erano giustificazioni accettabili per lo spostamento. Oggi il passo indietro. Dall’esame degli atti acquisiti per verificare la circostanza, spiegano nel comunicato stampa del Viminale, «risultavano invece assolutamente sussistenti le oggettive condizioni che consentivano anche alla mamma di accompagnare la sua bambina, tenuto conto degli oggettivi motivi di salute e dell'esigenza di badare anche all'altro figlio minore».

Sempre secondo quanto diffuso dal ministero dell’Interno, il dirigente del Compartimento di Polizia Stradale della Toscana ha contattto direttamente la famiglia, per informarli che erano state già avviate le procedure per chiedere alla prefettura l'annullamento del verbale, «oltre che rappresentare il più profondo rammarico, per l'increscioso episodio, nella speranza che questo errore non faccia venir meno la fiducia nel nostro operato».

Controlli in autostrada della polizia stradale

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